Visioni
Si apre da sabato 27 luglio presso il centro espositivo Comunale di Cecina la mostra "VISIONI". Qui, all'interno e nel cuore di questo materiale indistruttibile ma allo stesso tempo fragile, le mani lavorano continuativamente senza sosta, affaticate ma sicure, nobili e allo stesso tempo umili, franche.
Senza vincoli e senza limiti, ogni opera nasce da un intenso lavoro di progettazione, che comporta tempo e più tempo, revisioni e concertazione, precisione e stratificazione. Ogni suo lavoro sorge fiero da un'idea prima, che sfugge dal rottame ormai destinato al macero, in una catena di passaggi che vede come primo seme fertile proprio un'immagine che si forma nella mente dell'artista, una visione già ampiamente contornata di quello che il rottame stesso può divenire nel suo potenziale più elegante.
Nella sua forma finita. Una resurrezione del metallo che non sembra più tale, perdendo la sua letale pesantezza per vestirsi di un abito leggero e leggiadro, e divenendo quasi un'opera tessile e diamantata nelle mani di Roberto.
Circoscrivere il lavoro produttivo di Berrugi in categorie oppure analizzare il comparto creativo con paralleli d'artista, è un processo pressoché impossibile proprio per la vastità delle idee che lo stesso talento riesce a produrre. Certo, di artista si parla. Uno scultore attento alla società che ci circonda, osservatore dell'essere umano in tutte le sue sfaccettature, ma soprattutto un uomo che sa trasmettere perfettamente alle sue mani quello che la mente vede, realizzando nell'ambito della Metal Art, un unicum davvero degno di nota.
Le sue opere parlano da sole; l'utilizzo dei componenti automobilistici come blocco di marmo nel quale scolpire i suoi eccentrici disegni è a tratti quasi irreale. Pensare alla perfezione estetica di alcuni strumenti musicali che Berrugi produce in contrapposizione ai pezzi originali sporchi e fuori uso cercati nelle officine e nelle carrozzerie, produce un salto temporale nel quale è difficile comprenderne la fase produttiva.
La Metal Art, branca del contemporaneo che seguo con molta attenzione, soprattutto quando concerne scarti di metallo di grande portata produce creazioni impossibili. Non ho mai individuato però una così abile manualità ad esempio nella manipolazione dei metalli fragili; se prendiamo ad esempio la "friabilità" dei radiatori di un'automobile, è quasi impossibile trovare qualcuno che li lavori come Berrugi. Nelle sue mani questi grandi pezzi spesso imponenti, ma fragilissimi, si piegano e si modellano in curve sinuose ed erotiche, in una poesia di movimento che riporta alla statuaria greca.
È come se i fluidi all'interno degli stessi pezzi, tornassero in vita nella loro origine più pura, in una forma fisica non più incatenata a determinati compiti di raffreddamento, ma libera di divincolarsi nelle forme più estreme e auto-adattanti. Nelle mani di Roberto Berrugi, i radiatori diventano acqua, e non più prigioni per la stessa.
Un passato che ritorna anche nelle visioni vere e proprie dell'artista, che riporta in vita da pezzi pesanti ed inquinanti, forgiando come un Efesto contemporaneo gli eroi e le armi di una mitologia antica, assemblando metallo in busti fieri ed eccentrici che raccontano le gesta di Achille, di Ettore, dei gladiatori romani, del David o dei Kouroi.
Un passato che torna presente e poi futuro nelle visioni di una carriera fatta di amore e sacrificio per i motori e per i mezzi meccanici, che divengono oggi modelli futuristici di un ucronico universo parallelo ove sfrecciano motociclette a reazione, dragster, elicotteri e veicoli di ogni genere. Ogni settore lavorato da Berrugi diviene un'allostoria a sé nel quale adulti e bambini possono immaginare e riflettere, sognare e stupirsi.
Trasportati anch'essi da quelle "visioni" che il maestro porta con sé e che abilmente riesce a trasmettere nei colori freddi del metallo, da quei vecchi ruggenti motori che portano nel loro io una storia di vita, di proprietà, di rapporto tra uomo e macchina, e di un conseguente fisiologico abbandono; ma che, grazie a una delicata e divina magia, si spengono riaccendendosi in nuovi rombi, per ricreare in itinere una nuova vita, stavolta lucida, elegante e avveniristica.










































